Recensione di "La scomparsa di Simon" di Matteo Linfante


Buongiorno! Oggi vi parlo di un romanzo che ci immerge in un’atmosfera colma di paranormale, scomparse, misteri e presenze inquietanti, arricchita dalla costante presenza di una nebbia che sembra uno spettro minaccioso che accompagna gli eventi. Mi riferisco a La scomparsa di Simon di Matteo Linfante.

Genere: Paranormal thriller
Anno di pubblicazione: 2026
Editore: Self-publishing

In un piccolo borgo chiamato Lepriola vivono Leo e Simon, due studenti universitari uniti da una profonda amicizia. Un giorno qualunque una foto misteriosa si materializza in diversi luoghi, e poco dopo Simon scompare senza lasciare traccia. 
Leo, Emiliano (un amico fotografo), Alessia (una giovane bibliotecaria) e il maresciallo Bardi si avventurano in un’indagine che porta alla luce molteplici casi di scomparse, il cui ciclo era iniziato cento anni prima. La squadra viene a conoscenza di una storia legata ai Raum, una famiglia straniera che si era trasferita da poco a Lepriola, e della relazione tra Laura Raum, una delle figlie, e un ragazzo di nome Andrea, che fu la prima vittima nel 1886.
In una frenetica corsa contro il tempo, tra raccolta di informazioni, analisi di fotografie, rivelazioni di leggende e verità nascoste, i quattro detective improvvisati apprendono che alla radice delle ignote sparizioni potrebbe esserci una figura soprannaturale che ammalia e attira coloro che hanno la sfortuna di adocchiarla e di non riuscire a resisterle.

Quando l’autore mi ha proposto una collaborazione reciproca e ho letto la trama del suo romanzo, sono subito rimasto affascinato. Mi sono addentrato in una storia che scorre velocemente, è avvincente e stimola la curiosità del lettore. La raffigurazione degli spazi è ottima e accurata, dal momento che permette crearsi nella mente un’immagine dei luoghi in cui si svolgono gli avvenimenti. Il tempo atmosferico, contraddistinto specialmente da pioggia e nebbia, dà l’impressione di essere un ulteriore protagonista, una raffigurazione allegorica dell’angoscia e della tensione che travolge i personaggi. 
Si percepisce bene la cura che l’autore ha messo nella costruzione di un’indagine intricata che può essere paragonata a un complesso problema di chimica o a una ricerca archeologica in una grotta poco illuminata. La componente paranormale contribuisce a rendere il racconto più suggestivo. 
Anche i protagonisti sono ben caratterizzati. Essi non sono eroi perfetti, bensì persone comuni che, armati di audacia e determinazione, decidono di percorrere un sentiero buio la cui uscita è incerta.
Un aspetto del libro che non ho apprezzato è la struttura, ovvero la tendenza dell’autore ad andare troppe volte a capo, anche quando non è necessario. Ciò mi ha un po’ disturbato.

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