Recensione di "Le radici del tè e del destino" di Eufemia Griffo


Buongiorno! Il libro che vi presento oggi è una storia che ci trascina nell’India della prima metà dell’800 e ci immerge in un clima avvolgente tra giungle lussureggianti, lavorazione del tè, amore profondo, viaggi, conflitti e rotture. Sto parlando di Le radici del tè e del destino di Eufemia Griffo, che ringrazio per la copia digitale del romanzo.

Genere: Romanzo storico
Anno di pubblicazione: 2026
Editore: Land Editore

Siamo nel 1821 quando Bertram Norwood, un giovane uomo inglese, decide di partire per l’India al fine di realizzare i suoi sogni. Si consulta con Robert Bruce, un mercante, soldato di ventura e conoscitore della frontiera indiana, il quale gli parla di una pianta particolare, la Camellia sinensis var. assamica, che potenzialmente può rivoluzionare la produzione del tè.  
Dopo aver tagliato i ponti con la famiglia, Bertram si imbarca verso i tropici e, al fianco di un marinaio indiano di nome Arjun, giunge nell’Assam e viene accolto nel villaggio di Dibrugarh.
Durante il suo soggiorno in India, il nostro protagonista si mette alla ricerca della Camellia assamica, è determinato ad essere colui che darà alla luce un nuovo tè. Si getta anima e corpo nella raccolta e nella coltivazione, e in più apre una piccola fabbrica per la lavorazione, che richiede una procedura meticolosa. 
Mentre la sua attività procede a piccoli passi, la sua strada si incrocia con quella di Seraphina Dankworth, una giovane donna, figlia di un ricco colono inglese; tra i due nasce un’attrazione che cresce come un seme in un terreno fertile, e non possono rinunciare a incontrarsi. La loro passione è ostacolata dal padre di Seraphina, Edwin, che non accetta Bertram come un ipotetico compagno per sua figlia. Tuttavia, la giovane non dà importanza alle opinioni di suo padre, sceglie di sposare Bertram e di trasferirsi da lui.
Il rapporto tra Bertram e Seraphina è colmo di amore, armonia e complicità, e oltretutto lei contribuisce all’attività di suo marito. Purtroppo, la loro felicità è destinata ad essere compromessa quando la Compagnia delle Indie Orientali accusa Bertram di violazione del monopolio sulla produzione del tè e lo obbliga a recarsi a Londra per un processo.
Nel lasso di tempo in cui Bertram lotta per vincere la causa e non rischiare che ciò che ha costruito venga distrutto, la guerra anglo-birmana stravolge l’Assam, costringendo Seraphina e altri abitanti a fuggire e a rifugiarsi in luoghi nascosti. Durante la fuga, l’amore di Seraphina verso suo marito viene messo a dura prova dalla presenza del capitano Adrian Sallow, il quale ha il compito di proteggerla.
Tra la guerra che avanza, un nuovo arrivo, una relazione messa a rischio, una ricomparsa improvvisa e verità sconvolgenti, la situazione diventa più complicata. Il legame tra Bertram e Seraphina sarà abbastanza forte da resistere al tempo e alla distanza? Quale sorte riserva loro il futuro? L’attività di Bertram porterà i suoi frutti?

Conoscendo già il talento di Eufemia, mi sono addentrato in questo romanzo con la piena certezza che l’avrei amato. Intervallando eventi storici e finzione, l’autrice racconta la nascita di quello che oggi conosciamo come breakfast tea
Bisogna ammettere che ci troviamo di fronte a una lettura incantevole, che coinvolge appieno il lettore conducendolo in una miriade di avvenimenti dove si alternano romanticismo, unione, paura, tensione, speranza, contrasti e pericoli. Lo stile è molto scorrevole, i luoghi non sono semplicemente sfondi, bensì diventano componenti rilevanti della vicenda. Per esempio, i monsoni, tipici delle regioni tropicali, non sono solo fenomeni atmosferici che portano piogge intense e alta umidità, bensì sono anche la raffigurazione delle tempeste interiori dei personaggi. Le descrizioni dei paesaggi danno la sensazione di essere immersi nella natura verdeggiante e di sentire l’odore piacevole di terra che si espande quando termina il diluvio.
Anche i personaggi sono caratterizzati in maniera ottimale, Eufemia ne mette in risalto la personalità e le emozioni che provano. Mi sono piaciuti soprattutto Bertram, Seraphina e Amala. 
Bertram è un uomo dal cuore puro, audace, determinato e affascinante, del tutto dissimile rispetto agli altri coloni inglesi, poiché non sfrutta la terra per i suoi scopi, bensì vuole aiutare le gente del villaggio in cui si trasferisce. Appartiene a una famiglia dell’alta società, ma non è affatto contento della sua vita e, piuttosto che accettare il futuro colmo di ricchezze ma infelice imposto dal padre, preferisce costruire un futuro alternativo in un altro continente, senza alcuna certezza di riuscirci.
Seraphina è cresciuta senza aver mai conosciuto sua madre, che l’ha abbandonata quando era ancora molto piccola. È una donna sensibile, premurosa e resiliente che vive nella ricchezza mentre intorno a lei le persone faticano per procurarsi un pasto. Ella non esita ad aiutare coloro che hanno bisogno di aiuto, e ciò si vede soprattutto quando offre alle donne delle risaie di lavorare per l’attività di Bertram occupandosi della raccolta delle foglie di Camellia. La sua bontà si contrappone all’egoismo del padre.
Bertram e Seraphina sono simili su tanti aspetti, e infatti si armonizzano perfettamente come il cielo e il mare all’orizzonte, e creano l’immagine della coppia perfetta, capace di affrontare gli inconvenienti restando unita.
Per quanto concerne Amala, è la governante di Seraphina, colei che l’ha cresciuta e che è stata come una mamma. È una donna che ha alle spalle un passato tumultuoso, è dolce e affettuosa ma all’occorrenza decisa, mantiene la sua risolutezza anche quando si trova in situazioni pericolose, mostra un notevole apprezzamento verso Bertram, e rimane accanto a Seraphina ogni volta che la ragazza ne ha bisogno. Il loro rapporto è più vicino a quello tra due care amiche, piuttosto che a quello tra padrona e dipendente.
Per concludere, si capisce che l’autrice ha condotto molte ricerche per la stesura di questo romanzo, che ci ha messo il cuore per ricreare l’atmosfera del periodo storico, facendo attenzione ai dettagli. Inoltre, ho apprezzato la scelta di inserire parole indiane, che fanno sentire il lettore ancora di più all’interno del luogo con le sue tradizioni. 

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