Recensione di "Il ladro di anime" di Sebastian Fitzek


Buongiorno! Il libro che vi presento oggi è una storia che si svolge in una sola notte, ambientata in un edificio circondato dalla campagna coperta dalla neve, in cui si parla di ipnosi, letargia e perdita della memoria. Mi riferisco a “Il ladro di anime” di Sebastian Fiztek.

Genere: Thriller psicologico
Anno di pubblicazione: 2008
Editore: Einaudi

Nella clinica psichiatrica Teufelsberg, situata nei pressi di Berlino, inizia una terribile notte di paura nel momento in cui si scopre che all’interno si aggira il Ladro di anime, un assassino con un modus operandi inconsueto, ovvero riduce le sue vittime in un completo stato catatonico e lascia degli indovinelli macabri. Nessun segno di violenza fisica.
Un gruppo di persone tra medici, infermieri e pazienti sprofonda in un inferno nel tentativo di salvarsi e scovare il killer. Alla guida c’è Caspar, un uomo affetto da un’amnesia retrograda, che non ricorda niente della sua vita prima di svegliarsi nella clinica. Mentre porta avanti la missione, la sua mente viene attraversata da immagini e flashback riguardanti una bambina e un incidente stradale, e progressivamente riaffiorano ricordi della sua vita che lo conducono alla scoperta di una raccapricciante verità.

Quando ho visto questo romanzo per la prima volta, mi era subito venuta la curiosità di scoprirlo, pensando di trovarmi di fronte a una storia ricca di tensione, angoscia e suspense. Effettivamente il libro è impregnato di un’atmosfera inquietante e a tratti opprimente, lo stile è scorrevole, la raffigurazione dei luoghi e delle emozioni dei personaggi è ottimale. Spesso ho avuto l’impressione di addentrarmi in un luogo fuori dal tempo e dallo spazio, situato in un'altra dimensione.
Tuttavia, la vicenda non mi ha coinvolto quanto mi sarei aspettato, e in alcuni punti andava un pochino a rilento. In ogni caso, la curiosità di risolvere i vari misteri ed enigmi non mi ha abbandonato e mi ha invogliato a proseguire, rimanendo poi senza parole di fronte alla sorpresa e al colpo di scena che l’autore riserva alla fine. Il finale è del tutto inaspettato e in parte ha riacceso il mio entusiasmo.

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