Recensione di "Volée" e "Triangolo con delitto" di Marcello Tramontana


Buongiorno! Oggi vi illustro due romanzi di una serie ambientata nella mia città natale, Roma, in cui conosciamo il commissario Domenico Didietro e la sua squadra formata dall’ispettore Luigi Spilli, il vice ispettore Vincenzo Scottafava, l’agente scelto Giuseppe Zagaria e altri membri che lavorano presso il commissariato Tuscolano. Sto parlando di Volée e Triangolo con delitto di Marcello Tramontana, che tra l’altro è mio zio.

Genere: Giallo
Anno di pubblicazione: 2026 (Volée) e 2023 (Triangolo con delitto)
Editore: Progetto Cultura

Il primo libro ci mette di fronte a due omicidi avvenuti in un circolo sportivo e nei pressi di alcuni ruderi, le cui vittime sono rispettivamente un ingegnere che era anche amministratore di una società e una prostituta che riceveva i clienti a casa. Tra i due delitti non sembra esserci alcun collegamento, dato che il modus operandi è del tutto diverso, e peraltro il secondo omicidio, oltre ad essere più brutale, fa pensare al risultato di un rito macabro. 

L’indagine si rivela assai intricata e porta alla luce vari dettagli riguardanti debiti, eredità e conti in sospeso. 

Nel secondo libro il team di poliziotti si trova alle prese con la morte di un famoso ortopedico, Fabio Fresi, che era sposato da anni e da poco aveva un’amante. L’uomo era cardiopatico e il suo decesso sembra causato da un arresto cardiaco, ma c’è un dettaglio peculiare che non quadra. E se si trattasse di un omicidio? In tal caso è legato alla doppia vita della vittima oppure il movente va cercato altrove?

Nel frattempo qualcuno attenta alla vita del commissario, una ragazza è perseguitata da potenziali maniaci, e sta iniziando la diffusione del virus Sars-CoV-2.

Le due storie sono piuttosto intriganti e permeate da un pizzico di umorismo che non guasta mai e che, secondo me, riesce a coinvolgere il lettore ulteriormente. Bisogna riconoscere che l’autore ha dato vita a una squadra di poliziotti compatta e unita, dove i componenti lavorano in perfetta sintonia, e ha costruito le indagini in maniera minuziosa. Lo stile è fluido e mai tedioso, con una narrazione in terza persona, gli spazi sono descritti con la giusta quantità di dettagli, tanto da riuscire a immaginare le scene, e i personaggi sono ben caratterizzati. L’unico aspetto che ho apprezzato di meno è il poco spazio che l’autore ha riservato alle emozioni.

A proposito dei personaggi, quelli che risaltano di più sono il commissario Didietro e l’agente Zagaria. Il primo è un uomo solitario, molto ligio al dovere, comprensivo ed empatico; queste ultime due qualità lo rendono una sorta di psicologo nella squadra. Per quanto riguarda il secondo, è un uomo allegro e brillante nel suo lavoro, si imbatte in relazioni amorose che lo mettono in difficoltà e che inducono a pensare che forse dovrebbe scegliersi le donne con più cura.





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