Recensione di "Noa. L'eco di un amore selvaggio" di Alice Buzzella



Buongiorno! Oggi vi presento una rivisitazione della fiaba Pocahontas che ci porta a esplorare la natura silvestre delle Alpi e ci trasmette un messaggio sulla salvaguardia dell’ambiente. Sto parlando di Noa. L’eco di un amore selvaggio di Alice Buzzella.

Genere: Narrativa contemporanea

Anno di pubblicazione: 2026

Editore: First Letter Editrice (Gruppo Land Editore)


Noa è una giovane donna che vive in completa armonia con la Madre Terra, e non a caso ha scelto di abitare in una casa all’interno di una riserva alpina incontaminata, dove lavora come guida naturalistica. Il perfetto equilibrio del suo mondo viene alterato dall’incontro con Leon, un uomo affascinante e misterioso che osserva la natura in maniera diversa, come se la studiasse, e insieme a lui ci sono altri tre uomini. Noa viene colta dai sospetti, in quanto queste persone non sembrano turisti o esploratori, bensì emanano delle vibrazioni inquietanti e la loro presenza potrebbe essere una minaccia.

Mi sono immerso in una lettura breve ma piacevole e coccolosa in cui l’autrice ha raffigurato gli spazi in maniera così eccezionale che ho avuto la sensazione di passeggiare tra i boschi e i prati insieme a Noa e al suo Golden Retriever, di sentire i suoni e i profumi che pervadono gli ambienti selvatici e regalano uno straordinario senso di pace e purezza.

Essendo un amante della natura e degli animali, l’ambientazione è l’aspetto che ho apprezzato maggiormente. Oltre a ciò, mi sono rivisto molto nella protagonista e nella sua visione della natura come un bene prezioso da difendere.

Un'ulteriore caratteristica del libro che ho gradito particolarmente è la scelta dell’autrice di inserire la spiegazione di una pianta specifica all’inizio di ogni capitolo.





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