Recensione di "Contando ogni tuo respiro" di Cristina Fiorenzato
Genere: Romance
Anno di pubblicazione: 2026
Editore: Echos Edizioni
Akel è un ragazzo di vent’anni appartenente alla popolazione romanì, ha un fratello minore, Gabi, a cui è molto legato e uno zio che da tempo è sprofondato nel baratro dell'alcool e non mostra alcun affetto verso i nipoti. Per Akel la vita non è mai stata facile, e il disprezzo della gente verso l’etnia rom non gli hai mai permesso di avere amici o di trovare un lavoro.
Grazie all’assunzione presso un’azienda che produce casseforti, il nostro protagonista ha la possibilità di avere una vita migliore, dal momento che all’interno della ditta sia la titolare che i colleghi lo accolgono con gentilezza e non lo emarginano. Akel si ambienta rapidamente, si applica molto nel lavoro, ma soprattutto dà sfogo alle sue abilità inventive.
Rimane incantato da Nike, la titolare, una giovane donna dalla bellezza seducente. L’attrazione che prova per lei cresce come una fiamma, ma la tiene nascosta, in quanto è convinto che tra di loro una relazione sia impossibile a causa dei ruoli nell’azienda, del dislivello sociale e della differenza di età.
Tuttavia, il destino fa in modo che tra Akel e Nike nasca un legame particolare. Un giorno in cui lei si trova in una situazione complicata, lui non esita ad aiutarla, e da lì i due trascorrono molte giornate insieme, come se fossero cari amici; si confidano gli aspetti malinconici del loro passato, si raccontano le loro esperienze, e condividono le loro passioni. La barriera che dall’amicizia conduce all’amore non è tanto difficile da superare, ma la relazione nascente è un sentiero abbastanza tortuoso che dovranno percorrere mano nella mano se vorranno raggiungere la felicità. Ci riusciranno?
Dopo aver letto i suoi tre libri precedenti, conosco bene la penna di Cristina, e di conseguenza non avevo alcun dubbio che questo romanzo mi avrebbe coinvolto tanto. Una storia delicata e toccante che mi ha scaldato il cuore e fatto venire gli occhi lucidi, scritta con una stile scorrevole e mai noioso.
L’autrice mette in risalto un argomento di cui si parla poco e intorno al quale c’è ancora ignoranza, ovvero la cultura romanì. La raffigura nelle sue varie sfaccettature, inserendo aspetti relativi alla storia e alle usanze, e facendo crollare i pregiudizi che al giorno d’oggi ancora permangono. Inoltre, ha aggiunto alcune parole della lingua romanes, e questa è una scelta che ho molto apprezzato.
Parliamo ora dei due personaggi primari, ossia Akel e Nike. Lui è un ragazzo sensibile, dolce, puro nell’anima e combattivo; ha alle spalle un passato di sofferenze, non esita a proteggere il fratellino e cerca sempre di essere forte reprimendo spesso le proprie emozioni. In alcuni momenti avrei voluto dirgli: “Sfogati, lascia libere le lacrime, piangere non è simbolo di debolezza. Anche gli uomini forti piangono.”
Per quanto riguarda Nike, è una donna amabile, audace, sofisticata e di mentalità aperta; anche lei ha sofferto in passato, e quando conosce Akel, vede oltre le apparenze, lo apprezza per la persona che è, a prescindere dalle sue origini. Anzi, mostra una spiccata curiosità verso la cultura romanì, e oltretutto il suo amore oltrepassa stereotipi come la situazione economica e la differenza di età. Questo è un aspetto che mi è piaciuto particolarmente: Nike abbatte l’immagine della tipica donna che vuole per forza un uomo più grande di lei e magari anche ricco.
I due si armonizzano perfettamente, dal momento che ognuno raffigura un supporto per l’altro: Akel aiuta Nike a combattere gli attacchi di panico e la fa sentire più serena, mentre Nike offre ad Akel la possibilità di avere un futuro migliore, gli fornisce un rifugio nei momenti difficili e desidera che lui e Gabi siano felici. Due personaggi assolutamente meravigliosi!
L’unica piccola critica che vorrei fare è questa: la narrazione è in prima persona dal punto di vista di Akel, e ciò l’ho gradito perché permette di entrare bene in empatia con lui. Ciononostante, in alcune scene sarebbe stato più appropriato mettere il punto di vista di Nike.


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