Recensione di "Bloodstain. Il gioiello dei sepolcri" di Sebastian Kane



Buongiorno! Oggi vi presento una storia ammaliante in cui magia, alchimia, flagelli, oscurità, guerre e segreti si mescolano e travolgono come un tornado. Sto parlando di Bloodstain. Il gioiello dei sepolcri (Volume 1) di Sebastian Kane, che ho avuto il piacere di conoscere al Salone del Libro di Torino.

Genere: Fantasy/Horror

Anno di pubblicazione: 2024

Editore: Eclissi Edizioni


Ci troviamo sul pianeta Essalaïa, precisamente nell’impero dell’Andermark, un mondo in cui domina un perfetto equilibrio tra magia, scienza e alchimia. D’improvviso la tranquillità viene sconvolta dal morbo di non-morte, ovvero un Flagello perpetrato dai Cultisti, una setta che pratica il cosiddetto Culto Senza Nome, che consiste in sacrifici umani e nella resurrezione dei morti, con conseguente scoppio di un’invasione di cadaveri ambulanti (chiamati ritornanti) in grado di spargere il Flagello, provocando una vera e propria epidemia.

L’individuazione della radice degli avvenimenti devastanti e il blocco della diffusione del morbo sarà compito di una squadra forte, compatta e determinata formata da Ardora Calissia Steinhart, Zaria Larash, Lasko Holmberg, Igalov Stroganoff, Gal’Rius e Gillian Arca. La prima è l’Alto Comandante del Sacro Ordine dei Dissipatori, la seconda è una Edinìen (una creatura del popolo edinitìliach che ha alcune somiglianze con gli elfi), il terzo è il Gran Maestro dell'Ordine dei Dissipatori, il quarto è un Veterano dell’Ordine dei Dissipatori, il quinto è un Galgari, ovvero una creatura che ricorda un orco, e l’ultimo è un giovane Iniziato dell’Ordine dei Dissipatori.

La squadra non si cimenterà soltanto in un’indagine complessa e insidiosa, bensì affronterà anche una guerra senza frontiere che potrebbe condurre a un terribile spargimento di sangue. Tra i nemici spietati che incontreranno nel loro cammino, quello con una funzione di spicco è lo Spettro. Si tratta di un altro Flagello, un essere inquietante la cui origine è del tutto sconosciuta, una creatura che si comporta sia da alleato che da nemico. Ma qual è il suo vero scopo? I guerrieri usciranno vivi dalla battaglia?



Innanzitutto, devo ammettere che non è stato facile scrivere questa recensione, dal momento che mi sono trovato di fronte a un fantasy che si discosta notevolmente da quelli che leggo di solito. La storia e la scrittura non sono lineari e fluide, bensì richiedono una lettura abbastanza attenta, poiché sono contraddistinte da una quantità considerevole di avvenimenti, di concetti e spiegazioni dettagliate, complesse ma al contempo interessanti. Per la cronaca, non è il libro se volete rilassarvi.

Non fraintendetemi, questa non è affatto una critica all’autore. Anzi, ritengo che la sua creatività sia esplosa come un vulcano, in quanto ha dato vita a un romanzo assai coinvolgente ma soprattutto carico di originalità. Ho apprezzato la sua scelta di ambientare la vicenda in un pianeta ignoto, dotato di due satelliti aventi specifici effetti sulle persone; un luogo con una popolazione variopinta, dove magia e alchimia sono parte integrante. Oltre a ciò, ho gradito la sua idea di inserire delle lingue inventate e parole nuove per indicare località, continenti, creature, pratiche magiche, etnie, materiali, ecc. A proposito di queste ultime, alla fine del libro l’autore ha messo un dizionario e un glossario, allo scopo di facilitare la comprensione da parte dei lettori.

Per concludere, ho notato una certa cura nella raffigurazione dei luoghi e dei personaggi, entrambi presentano la giusta quantità di dettagli che permettono di immaginare le scene descritte. Tra i personaggi, risalta in particolare Ardora, una donna combattiva e risoluta che può sembrare dura e fredda, ma in realtà è dotata di un animo dolce e sensibile, e oltretutto nasconde un passato colmo di disperazione. Dal punto di vista dell’aspetto fisico, presenta dei tratti mascolini, e ciò la contrappone a Zaria, la quale è maggiormente dotata di femminilità e sensualità; tra le due si percepisce un’intensa attrazione.

Vorrei dire due parole anche su Igalov e Gillian: il primo è un uomo colto e sofisticato che si distingue per il suo accento straniero, il secondo è un ragazzo curioso e poco esperto che ha dentro di sé audacia e fermezza.


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