Recensione di "L'armadio bianco" di Sylar Gilmore


Buongiorno! Oggi vi illustro una storia toccante in cui assistiamo a situazioni tragiche e delicate riguardanti il mondo LGBT, come la difficoltà a rivelarsi, la necessità di nascondersi, le discriminazioni da parte della famiglia, la separazione forzata e la ricerca di conforto. Mi riferisco a L'armadio bianco di Sylar Gilmore. Ringrazio l'editor Giulia Gatti per la copia digitale del romanzo. 

Genere: Romance MM 
Anno di pubblicazione: 2022
Editore: Brè Edizioni 

Ci troviamo negli anni Ottanta, in una piccola città di mare, dove Andrea vive con la sua famiglia. È ancora un ragazzino quando conosce Massimo, il migliore amico di suo fratello maggiore Daniele, e subito rimane catturato dal suo fascino. Non riesce a toglierselo dalla mente e tiene nascosta questa attrazione proibita, ma durante una festa Massimo lo smaschera, e da quel momento le loro vite cambiano. 
Tra Andrea e Massimo si instaura una relazione segreta dominata da un amore grande e da una passione intensa. Purtroppo, la scoperta da parte delle rispettive famiglie causa una rottura brutale della loro relazione, come un fulmine che si abbatte su un albero. I due vengono separati, Andrea sprofonda in una stato di apatia e malinconia, e si concentra totalmente nello studio.
Quando è in procinto di terminare l’università, viene a sapere che Massimo si trova in Inghilterra, a Cambridge. Con il cuore che combatte tra dubbi e speranze, il giovane parte per il Regno Unito, inconsapevole delle nuove avventure e delle sorprese che lo aspettano.

Di Sylar Gilmore avevo già letto e amato l’antologia di racconti Virili sentimenti, e posso dire che anche con questo romanzo è riuscito ad appassionarmi. La storia è coinvolgente, scorrevole e colma di emozioni intense; mi ha condotto in un tornado di gioia, tristezza, amore, rabbia, desiderio e nostalgia che mi è arrivato dritto al cuore. 
Al livello della struttura, l’opera contiene pochi discorsi ed è caratterizzata soprattutto dalla narrazione; nonostante io preferisca i romanzi più discorsivi, ho apprezzato questa scelta dell’autore, come ho gradito la presenza del narratore interno. Questi due aspetti mi hanno permesso di sentirmi maggiormente immerso nella storia e di entrare bene in empatia col protagonista. 
I luoghi sono descritti con la quantità giusta di dettagli, e anche i personaggi sono ben caratterizzati. Mi sono piaciuti specialmente Andrea, Massimo, Sonia e Peter. Andrea è un ragazzo assai sensibile che ama cucinare ed è bravo a suonare la chitarra; vive l’allontanamento del compagno quasi come un lutto, e per un periodo la sua vita si spegne. Massimo è un ragazzo amichevole e solare, è molto legato a Daniele e prende subito Andrea in simpatia. Nel momento in cui i due diventano una coppia, trasudano un’aura brillante di affetto e armonia. Sonia è una ragazza gentile, comprensiva e risoluta, una grande amica su cui Andrea può sempre fare affidamento, poiché è sempre disponibile per lui, gli dà consigli e gli fornisce supporto. Per quanto concerne Peter, un giovane che Andrea conosce in Inghilterra, è un tipo sfacciato e disinvolto che all’inizio mi ha fatto un pochino arrabbiare per il suo comportamento, ma in seguito si è dimostrato di avere un cuore buono.
Per concludere, l’autore è stato abile nel raffigurare l’immagine dell’omosessualità negli anni 80/90, periodo della comparsa e diffusione dell'AIDS, dove pregiudizi e ignoranza regnano sovrani, dove per essere se stessi si rischia di perdere l’amore degli amici e/o dei membri della propria famiglia. Bisogna sottolineare che al giorno d’oggi, anche se in minor misura, si vedono ancora situazioni simili.

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