Recensione di "Ti telefono stasera" di Lorenzo Marone


Buongiorno! Oggi vi parlo di un romanzo che ci mette di fronte alle problematiche relative al rapporto tra genitore e figlio, alle complicazioni dovute alla separazione, e a quanto un cambiamento inaspettato della propria vita possa apportare benefici. Mi riferisco a Ti telefono stasera di Lorenzo Marone.


Genere: narrativa umoristica

Anno di pubblicazione: 2025

Editore: Feltrinelli


Giò Coppola ha cinquant’anni, lavora come divulgatore del meteo, è divorziato, ha un figlio di nove anni, Duccio, che vive con la madre, e tende ad avere una relazione dopo l’altra con donne molto più giovani.

La vita del nostro protagonista cambia quando la sua ex moglie deve partire per il Brasile per un anno, e lui si ritrova a fare il papà a tempo pieno. All'inizio la convivenza col figlio non è tanto facile, dal momento che Duccio assume un comportamento un po’ distaccato. Giò si impegna per essere un bravo papà, desidera a tutti i costi rendere felice il suo bambino, fargli capire quanto gli vuole bene. 

Il rapporto padre-figlio cambia di giorno in giorno, l’armonia e la complicità si risvegliano come fiori a primavera, e Giò scopre che crescere un figlio è un’avventura favolosa. Una serie di tempeste potrebbero ostacolare il cammino verso la serenità, ma quando un legame diventa forte come una roccia, è difficile scioglierlo.

Ho scoperto per caso questo libro su Instagram, e sono subito rimasto incuriosito dalla trama e dai temi trattati; sarà che sono particolarmente sensibile alle questioni che riguardano i padri separati. Comunque, devo riconoscere che il romanzo è decisamente intrigante, scorrevole, carico di dolcezza e ironia, con alternanza di momenti divertenti, momenti emozionanti e momenti che inducono a riflettere. L’autore è stato abile nella raffigurazione della tipica situazione di un papà separato che non ha trascorso abbastanza tempo col figlio e che, all’improvviso, viene catapultato in una nuova vita e messo di fronte a delle prove ardue.

Ho apprezzato la rappresentazione dei personaggi, ognuno dei quali presenta una personalità che spicca. 

Giò è un uomo che non ha avuto un’infanzia così felice, a causa soprattutto di un padre anaffettivo con cui ha scambiato poche parole; disdegna le donne della sua età, e le storie che ha con quelle più giovani non durano mai tanto. Dimostra un forte amore verso il figlio, non intende deluderlo, e dunque si arma di pazienza e tenacia. 

Duccio è un bimbo saggio, intelligente e sensibile, più preparato di Giò su alcune cose, porge molte domande, ed è attaccato alle regole rigide imposte dalla madre. Bisogna sottolineare che la relazione tra i due diventa fonte di insegnamento reciproco, ognuno impara qualcosa dall’altro.

Paco, uno degli amici di Giò, è un uomo simpatico e ottimista che ama la vita ed è sempre alla ricerca del vero amore. Un tipo come lui sarebbe un amico perfetto per me.

Lulù, la sorella minore di Giò, è mamma single di un ragazzo adolescente, e non è stata tanto fortunata in amore; è una donna gentile e allegra che non esita a dare supporto al fratello. Mi è piaciuto il rapporto tra Lulù e Giò, in quanto dominato da affetto e battute sarcastiche.




 

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