Recensione di "La promessa del leone" di Chiara Cilli
Buonsera! Oggi vi parlo di un romanzo che potrebbe essere considerato una rivisitazione in chiave fantasy della favola Il Re Leone; una storia ambientata nelle terre selvagge della Tanzania, in cui l’autrice affronta temi delicati e rilevanti come l’amore per la famiglia, l’avidità, l’amicizia e il tradimento. Mi riferisco a La promessa del leone di Chiara Cilli.
Genere: Fantasy romance
Anno di pubblicazione: 2013
Editore: Self-publishing
Ci troviamo nell’area naturale del Ngorongoro, dove vive una grande famiglia di persone aventi la capacità di trasformarsi in leoni. Tra questi ci sono Kenan, Daren e Jamila, tre adolescenti uniti da un’amicizia profonda, che trascorrono le giornate insieme tra chiacchiere, risate, scherzi, bisticci e divertimenti. La vita tranquilla dei mutaforma viene sconvolta dall’arrivo di un gruppo di cacciatori di frodo, comandato dal perfido Mark Shelby, il quale vuole catturare dei cuccioli di leone ed esporli in uno zoo. Ma quando scopre che sono dei mutaforma, il suo piano cambia, e decide di prenderli allo scopo di studiarli.
In seguito a una battaglia devastante, che mette in fuga i mutaforma, i bracconieri rapiscono Kenan e lo conducono nel New England. Lì il ragazzo stringe un accordo con Mark, diventa parte della sua famiglia, e per lui inizia una vita del tutto diversa dalla precedente.
Trascorsi nove anni, Kenan approda di nuovo in Tanzania insieme a Mark e alla sua combriccola, al fine di impadronirsi di una pietra misteriosa che nasconde una magia straordinaria e spaventosa. Il sentore di uno scontro sanguinoso tra lui e i suoi vecchi amici, come anche tra i bracconieri e i mutaforma, si avverte acutamente nell’aria. Chi avrà la meglio tra la civiltà e la barbarie? Kenan tornerà ad essere il ragazzo amabile di un tempo e si riunirà alla sua famiglia? Oppure il suo cuore è totalmente dominato dalla brama di potere?
Questo libro si è rivelato un’avventura entusiasmante e carica di emozioni. Ho amato tanto l’ambientazione in Africa, un continente che mi attira e che sono curioso di esplorare, ma soprattutto la tipologia delle creature magiche che occupano il cuore della vicenda.
Considerando che sono un appassionato di fantasy, mi è capitato spesso di incontrare dei mutaforma nei romanzi, anche se erano sempre lupi. In questo libro, invece, l’autrice ha inserito i leoni, e tale scelta conferisce un punto in più, dal momento che ritengo che sia un’idea più originale. Oltretutto, i leoni sono animali che mi affascinano, in quanto li associo alla forza, all’audacia e alla luminosità.
La raffigurazione degli spazi è ottima e dà l’impressione di passeggiare nei luoghi magnifici e incontaminati della Tanzania. È eccezionale anche la caratterizzazione dei personaggi, tra i quali ho apprezzato in particolare i tre protagonisti, Kenan, Daren e Jamila: il primo ha alcuni aspetti del bel tenebroso, è un sognatore che punta a girare per il mondo. Il secondo è un tipo simpatico e brioso, innamorato di Jamila. L’ultima è una ragazza sensibile e coraggiosa che ama combattere. La loro amicizia è forte e speciale, l’ho percepita così intensamente da paragonarla a una catena di metallo resistente e impossibile da spezzare. Per questo motivo, ho sentito un forte dolore quando Kenan viene allontanato dalla sua terra. Bisogna sottolineare che l’intera famiglia di mutaforma trasuda un profondo senso di amore e unione, e mi è piaciuto il loro stile di vita nella natura selvaggia.
Ho provato un odio profondo verso Shelby e i suoi scagnozzi, e ho desiderato che morissero soffrendo molto, poiché sono un amante degli animali e credo che i bracconieri meritino la pena di morte.
Per concludere, sono rimasto sbalordito dalla metamorfosi di Kenan, a tal punto che facevo fatica a riconoscerlo e mi sembrava come se fosse vittima di un sortilegio. Il suo cambiamento estremo fa comprendere quanto la mente umana sia labile e facile da plasmare.
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