Recensione di "The curse. L'amore maledetto" di M. M. Richardson
Genere: Fantasy
Anno di pubblicazione: 2024
Editore: Self-publishing
Susan Harris è una ragazza che vive a Startville, una piccola cittadina vicino Vancouver, non ha mai conosciuto i suoi genitori e abita col nonno e la zia. La sua vita è abbastanza tranquilla tra aiutare la famiglia al negozio e trascorrere del tempo con la sua migliore amica, Lizzie. Durante una festa di Halloween incontra un ragazzo affascinante e al contempo inquietante che tenta di sedurla, e da quel giorno la sua vita prende una piega inaspettata. Scopre di essere una strega, che è vittima di una maledizione risalente al Medioevo e che una creatura spietata la sta cercando per ucciderla.
Al fine di metterla al sicuro, il nonno e la zia la conducono a Bluewater, una città magica situata negli abissi marini, dove conosce Ethan Sparks, un tipo arrogante e scontroso che ha una grande abilità per la magia degli elementi e si comporta in maniera ostile con la nuova arrivata; nonostante il suo atteggiamento odioso, Susan si sente attratta da lui, e ben presto il loro rapporto si trasforma. Oltre a ciò, la giovane riceve l’addestramento necessario per padroneggiare i suoi poteri. Il male è in agguato, si muove come un serpente nell’oscurità, Susan si trova di fronte a un bivio e dovrà contare sui suoi poteri e sui suoi alleati per spezzare la maledizione, salvare se stessa e coloro che ama.
Circa due anni fa ho avuto il piacere di intervistare l’autrice, e questo romanzo già mi attirava. Devo riconoscere che la storia è decisamente avvincente, riesce a incuriosire il lettore e presenta uno stile scorrevole. Inoltre, nonostante la narrazione sia in terza persona, sono riuscito a empatizzare facilmente con i personaggi.
Ho apprezzato in particolar modo due aspetti. Il primo riguarda il tema della sofferenza e della rabbia causate da un amore nato e disfatto in poco tempo: un uomo di alto rango è costretto ad abbandonare una donna di rango più basso, e lei è talmente accecata dal dolore e dalla gelosia a tal punto di diventare malvagia e scagliare un maleficio che si propaga per secoli. Il secondo è la magia legata ai quattro elementi, aria, fuoco, acqua e terra, ai quali vengono associate delle specifiche città, tra cui Windtown, Firestone e Bluewater. Quest’ultima mi ha ricordato in parte quella che si vede nel film Star Wars episodio I: La minaccia fantasma, dove abitano le creature chiamate gungan.
Tra i personaggi, mi sono piaciuti soprattutto Susan e Ethan. Partendo da Susan, quando realizza chi è in realtà e si ritrova in un posto nuovo, si sente spaesata e confusa, ma è decisa a imparare ad usare i suoi poteri e acquisisce una notevole audacia. A proposito di Ethan, c’è da dire che mi stava alquanto antipatico all’inizio, non sopportavo la sua spocchia e la sua freddezza, ma il cambiamento a cui va incontro lascia affiorare la sua gentilezza e dolcezza.
Per concludere, bellissime le illustrazioni dei personaggi e dei luoghi inserite a fine libro, che peraltro non sono create tramite intelligenza artificiale, bensì sono disegnate a mano (caratteristica che apprezzo).


Commenti
Posta un commento