Recensione di "Victor Lefèvre e l’eredità dell’ultima strega" di Alarion Zardi
Genere: Fantasy storico
Anno di pubblicazione: 2025
Editore: Self-publishing
Lo sfondo della vicenda è Strasburgo, dove vive un gruppo di giovani orfani che sono costretti a rubare per sopravvivere e sono legati da un’amicizia profonda. Tra questi ci sono i nostri protagonisti, Victor ed Elara, i quali risiedono presso un orfanotrofio fatiscente. Durante le loro missioni per procurarsi soldi e cibo, scovano degli oggetti arcani (un ciondolo e un medaglione) e intrisi di una magia ignota. La chiave per svelarne il segreto è una biblioteca gestita da un certo signor Valois, un uomo colto, sofisticato, cinico e misterioso. Egli non è un semplice bibliotecario, e nasconde svariati segreti.
Il medaglione e il ciondolo rappresentano un’importante rivelazione ma anche un grave pericolo per i due ragazzi, dal momento che, da quando li possiedono, sentono un'affinità, un potere ignoto inizia a risvegliarsi dentro di loro, e diventano i bersagli di una terribile organizzazione chiamata il Velo Silente, deputata a distruggere tutto ciò che considera eretico e attinente alla stregoneria. In contrapposizione al Velo Silente, c'è la Loggia Massonica, dei cospiratori eruditi il cui obiettivo è permettere la fioritura della sapienza.
Victor, Elara e i loro amici devono prepararsi a una guerra per sconfiggere il Velo Silente. Nel frattempo, Victor e Remy (il capobanda) scoprono una verità sconvolgente sulle loro origini.
La battaglia si rivelerà altamente rischiosa, dal momento che i membri del Velo Silente sono spietati, diabolici e non si fermano di fronte a niente per i loro scopi. Riuscirà il fulgore a penetrare l'oscurità più fitta e ad annientarla? E se la liberazione dei poteri avesse conseguenze devastanti?
Ho trovato questo romanzo notevolmente coinvolgente e con una scrittura scorrevole. Devo riconoscere che l’autore è stato bravo nella caratterizzazione dei personaggi, dei quali risaltano parecchio le personalità, nella raffigurazione dei luoghi e nella costruzione degli avvenimenti, che consentono al lettore di immaginare facilmente le scene. Oltre a ciò, ha esposto bene il periodo storico e l’atmosfera che si respirava alla fine del sedicesimo secolo, mettendo in evidenza l'influenza della religione; si capisce che ha effettuato delle ricerche accurate.
Ho apprezzato particolarmente il forte legame che si percepisce tra i giovani orfani, i quali formano una famiglia armoniosa e bizzarra, e sono distinti da quattro proprietà, ovvero l’audacia, la determinazione, l’altruismo e la curiosità. Quando si lanciano in una missione, ci mettono l’anima.
Altri due aspetti che ho gradito sono i seguenti: 1) La scelta di inserire la magia con una certa moderazione, senza eccedere. 2) Il modo in cui l’autore raffigura i membri principali del Velo Silente, Antoine e Kaelen, creando un'immagine macabra che infonde paura.
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