Recensione di "La storia di Faye" di Camilla Läckberg


Buongiorno! Oggi vi parlo di La storia di Faye, una trilogia della bravissima scrittrice svedese Camilla Läckberg (nome completo Jean Edith Camilla Läckberg Eriksson. 1974, Fjällbacka), considerata la maestra del noir scandinavo. Ho appena terminato l’ultimo libro, Sogni di bronzo, ma vorrei parlarvi anche dei precedenti, La gabbia dorata e Ali d’argento.


Genere: Noir

Anni di pubblicazione: 2019, 2020 e 2025

Editore: Marsilio


La protagonista è Faye Adelheim, una donna con un passato colmo di traumi, sofferenze e paure, nata in una famiglia con un padre e un fratello violenti, e una madre asservita al marito.

Faye è sposata con Jack, un uomo che lavora come amministratore delegato di una grande compagnia, la Compare, ha una figlia piccola e vive in una casa di 400 mq a Stoccolma. All’apparenza la sua vita è felice e serena, ma in realtà non è così, poiché Faye dipende economicamente e sentimentalmente dal marito, il quale sembra aver perso l’interesse per lei, non le dimostra più l’amore di un tempo, e ciò la fa sentire abbattuta. Tra l’altro, non è ancora consapevole di un lato di Jack, cioè che lui tratta le donne come oggetti. Quando arriva il momento in cui Faye sorprende Jack a fare sesso con un’altra donna, le dichiara che non vuole più stare con lei e le porta via tutto, lei sembra sprofondare in un baratro di depressione. 

Senza più una casa e nessun soldo in tasca, Faye va a vivere nella casa di una signora, Kerstin, che poi diventerà una sua cara amica, si rimbocca le maniche per pagare l’affitto e, in preda alla frustrazione, alla determinazione e alla voglia di vendicarsi, inizia a creare un’azienda di prodotti cosmetici, la Revenge, allo scopo di riscattarsi e portare Jack al fallimento. Grazie poi a dei video raccapriccianti e a un piano strategico, riesce anche a farlo mettere in galera. La sua missione arriva al compimento, la sua nuova società si ingrandisce e ha successo, ma purtroppo i problemi non sono finiti.

Diventata una delle donne più ricche e famose di Svezia, con una grande sfilza di clienti e ammiratori, Faye entra nell’ennesimo tunnel di insidie, dal momento che è perseguitata da qualcuno che non si fermerà di fronte a niente per eliminarla. Faye è consapevole che deve mettersi al sicuro, così compra una casa isolata e assume varie guardie; quando meno se l’aspetta, viene arrestata per omicidio e chiusa nel carcere di Stenakull. In gattabuia stringe amicizia con alcune detenute, ma presto comprende che anche lì è in pericolo, così, con l’aiuto di altri, organizza la sua evasione, si rifugia in un appartamento sotterraneo insieme a Kerstin e cambia completamente il proprio look. Ha due obiettivi precisi, ovvero uccidere chi la perseguita e proteggere la sua famiglia, e per raggiungerli dovrà collaborare con una donna croata che controlla un’organizzazione della malavita. Riuscirà a vincere, dimostrare la propria innocenza e vivere in pace?



Comincio col dire che amo Camilla Läckberg da quando ho letto la saga I delitti di Fjällbacka, e posso affermare che è diventata una delle mie autrici di gialli/noir preferite.

Questa trilogia è assolutamente fantastica, coinvolgente, cruenta in alcuni punti, ricca di sorprese e colpi di scena. Ogni libro trascina il lettore in una vicenda intrigante tra misteri, inquietudine, conflitti, minacce, drammi e tensione, e diventa quasi impossibile staccarsi dalle pagine, in quanto Camilla ha la capacità di incrementare sempre la curiosità del lettore.

La saga illustra la crescita della protagonista, che si rivela una persona audace, risoluta, che reagisce di fronte ai pericoli e agli ostacoli, si fa valere, e ha un grande cuore. Riesce sempre a rialzarsi anche quando si trova in una situazione altamente complessa e verosimilmente senza ritorno, ha le caratteristiche di una guerriera, di un’eroina. Tuttavia, non si può dire che sia una santa, dal momento che ha degli scheletri nell’armadio.

Per concludere, sottolineo che La storia di Faye è perfetta per celebrare l’immagine della donna forte e indipendente.

 

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