Recensione di "Lo straniero" di Matteo Lorenzi


Buongiorno! Oggi vi parlo di un libro che ho acquistato per una collaborazione reciproca con Matteo Lorenzi, autore di Lo straniero, un romanzo che affronta il tema dell’appartenenza e che ci trasporta in un paese che dà l’impressione di essere una città fantasma.

Genere: narrativa contemporanea

Anno di pubblicazione:2025

Editore: self-publishing


Malo è un uomo di città che viene mandato a fare il servizio civile a Quattrocase, un piccolo e tranquillo borgo situato in mezzo alle montagne, nei pressi di una valle. Lì la gente non è abituata ai forestieri, e per tale ragione Malo viene guardato in maniera sospettosa ed etichettato come straniero. Poco dopo il suo arrivo, scopre di essere stato ingaggiato in un progetto che consiste nella realizzazione di un'autostrada, al fine di favorire un migliore collegamento del paese con la città. Tuttavia, gran parte degli abitanti sono contrari a un cambiamento simile; tra loro c’è Smilzo, un ragazzo che da un lato si mostra diffidente verso Malo, ma dall’altro ne è affascinato. Col passare dei giorni, Malo stabilisce un legame con Smilzo e con i suoi amici Fuso, Peste e Cippo.

Una sera d’inverno Malo conosce Pietro, un signore anziano che nei giorni passati lo osservava e lo seguiva. Lo sconosciuto gli racconta la sua storia e gli confida un segreto che nasconde da anni. Da quel momento la visione di Malo verso il progetto cambia totalmente, e anche lui è sfavorevole. Così, insieme a Smilzo, Peste, Fuso, Cippo e Pietro, architetta un piano per mandare all’aria il lavoro che potrebbe distruggere la valle. 

Ho apprezzato molto la scrittura e lo stile di Matteo, dal momento che è scorrevole e abbastanza coinvolgente. All’inizio mi chiedevo come mai alcune parti fossero poco approfondite, ma in seguito credo di aver capito che l’intenzione dell’autore fosse quella di non far distrarre il lettore su avvenimenti secondari, e incrementare la curiosità di scoprire ciò che il destino riserva al protagonista.

Matteo mette in evidenza il netto contrasto tra la vita in città e quella nei paesi, e quanto un cambiamento radicale come il trasferimento (anche temporaneo) in un luogo completamente diverso da quello di origine possa indurre un vortice di emozioni tra confusione, rabbia, timore e disagio. Oltre a ciò, il romanzo rimarca il conflitto che si crea tra l’avanzamento del progresso e il desiderio di conservare il passato e la memoria.

Bisogna riconoscere che alcuni personaggi risaltano notevolmente nella storia: tra questi abbiamo Malo, un giovane uomo che conduce una vita triste e solitaria; giunge a Quattrocase pieno di dubbi e paure, si sente del tutto spaesato, quel mondo mondo non gli appartiene, e spera di tornare a casa il prima possibile. Smilzo, un giovincello risoluto e determinato che è il capo banda nel suo gruppo di amici e all’inizio vede Malo come un nemico che potrebbe alterare un equilibrio a cui lui tiene. Greta, una ragazza gentile e sorridente che lavora al bar del paese; ella mostra un certo interesse verso il nuovo arrivato, e tra i due scatta la passione. Pietro, soprannominato il Grande Vecchio, che funge da guida per Malo, gli apre la mente su aspetti che ignorava, tra cui le conseguenze dell’avidità, l’importanza del silenzio e l’essenza dell’ingegno.







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