Recensione di "Fiabe islandesi"
Genere: Fiaba
Anno di pubblicazione: 2016
Editore: Iperborea
In questa antologia ci immergiamo in una serie di vicende in cui i protagonisti sono soprattutto sovrani e contadini, e dove non mancano creature soprannaturali come elfi, orchi, giganti, trolls e nani. Ogni storia è distinta dalla lotta tra il bene e il male, è intrisa di magia, e la natura non è un semplice sfondo, bensì è “vivente”, dal momento che nasconde dei potenziali pericoli o delle presenze fatate. I protagonisti si lanciano in avventure e missioni piene di sorprese e di insidie, subiscono perdite, incontrano ostacoli, lottano contro nemici, rischiano la vita, conquistano, e a volte tornano a casa.
Alcune fiabe hanno un lieto fine, mentre ad altre è riservato un finale più triste. Tuttavia, ognuna coinvolge il lettore, lo incuriosisce, lo fa sognare, ha un suo ruolo pedagogico e trasmette un messaggio su un argomento specifico. Alcune mostrano le possibili conseguenze dell’avidità e dell’invidia, altre mettono in risalto l’astuzia e il coraggio, altre evidenziano il contrasto tra chi ha molto e chi ha poco. Oltre a ciò, in alcune pagine ci sono delle bellissime illustrazioni.
Mentre leggevo, mi è venuto spontaneo immaginare i personaggi che passeggiano nei luoghi che avevo visitato durante il mio viaggio, in particolare le immense distese di prati e rocce; ciò ha reso la lettura ancora più gradevole.
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