Recensione di "13 White Falls" di Luca D'Onofrio


Buongiorno! Il libro che vi presento oggi è 13 White Falls di Luca D’Onofrio, il secondo episodio di una dilogia che immerge il lettore in un’avventura mozzafiato avvolta da una penetrante atmosfera macabra.

Genere: paranormal thriller

Anno di pubblicazione: 2024

Editore: PAV Edizioni Collana Rosso Vermiglio


Nel libro precedente avevamo conosciuto Joy Castaldo, un uomo dotato di abilità soprannaturali che era stato ingiustamente incarcerato per tredici anni. Una volta uscito di prigione, si era immerso in un’indagine complicata che l’aveva messo di fronte a una verità sconcertante e aveva portato alla sua sparizione. 

In questa storia il protagonista è Dean Matthews, che cinque anni prima era lo sceriffo di White Falls, una tranquilla cittadina del Nevada; in seguito all’omicidio della moglie e alla scomparsa della figlia Cloe, si è rifugiato in un fatiscente capanno di montagna, che tra l’altro rappresenta il punto in cui le tracce dei rapitori finiscono. La sua vita da eremita viene sconvolta quando spunta una nuova pista che potrebbe essere la chiave per risolvere i misteri su varie uccisioni e sparizioni, compresa quella di Cloe. Insieme a una squadra di agenti dell’FBI, l’uomo inizia una nuova investigazione che conduce il gruppo in un viaggio ai limiti del surreale e alla scoperta di una versione alternativa di White Falls, un luogo oscuro dove ogni angolo nasconde un potenziale pericolo. 

Devo confessare che questo romanzo mi ha coinvolto molto di più del primo, dal momento che l’autore è stato capace di dare forma a una storia in cui misteri, ricerche e paranormale si mescolano in un vortice che cattura appieno l’attenzione del lettore, dove si ha l’impressione di percorrere un labirinto pieno di incroci, in cui la sopravvivenza è appesa a un filo, e il raggiungimento della meta può avere un prezzo molto alto. 

La raffigurazione dei luoghi è decisamente ottima, dettagliata al punto giusto, tanto che ho avuto l’impressione di essere trascinato nella vicenda e di partecipare alle missioni dei personaggi. Oltre a ciò, ho apprezzato la caratterizzazione dei personaggi, dei due quali spiccano in particolare: il primo è Dean, che all’apparenza sembra un uomo burbero e insensibile, ma invece ha un cuore d’oro, soffre per ciò che ha perso, è determinato a ritrovare sua figlia e ad aiutare una bambina liberata da una prigione sotterranea. La seconda è l’agente Jody Teller, una donna risoluta e coraggiosa che, nel momento in cui conosce Dean, mostra una notevole curiosità, è decisa ad aiutarlo e spesso di preoccupa per lui.

Per concludere, l’unico difetto dell’opera è la correzione bozze quasi assente, che purtroppo ha disturbato la lettura.




 

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