Recensione di "Wolfsong" di TJ Klune
Buongiorno e buon sabato! Oggi vi parlo di Wolfsong di TJ Klune (Pseudonimo di Travis John Klune. Roseburg, Oregon, 1982), un libro che desideravo leggere da tempo, dal momento che il titolo e la copertina mi avevano incuriosito all’istante, e peraltro avevo sentito ottimi giudizi da parte di altri lettori.
Genere: fantasy
Anno di pubblicazione: 2016
Editore: Tor Books
In questa vicenda assistiamo all’incredibile e soprannaturale trasformazione della vita di Oxnard Matheson, un adolescente che era stato abbandonato dal padre e che vive con la mamma in una casa in campagna a Green Creek. A poca distanza dalla loro abitazione si trova un’altra casa, disabitata da molto tempo; lì si trasferisce la famiglia Bennett, composta da madre, padre, zio e tre figli maschi. Un giorno Oxnard incontra Joe, il più piccolo dei figli, un bambino vivace e chiacchierone. Il fanciullo sente subito un’energica affinità verso il ragazzo, e gli regala un lupo di pietra. Successivamente Oxnard e sua madre conoscono il resto della famiglia, che li accoglie calorosamente, e tra loro nasce un’amicizia.
Arriva il giorno in cui i Bennett svelano a Oxnard la loro vera natura, ovvero sono un branco di licantropi, in cui c’è una gerarchia Alpha, Beta e Omega. Da quel momento, la vita del protagonista cambia completamente, dato che, anche se è umano, i legami magici e spirituali che collegano i lupi arrivano ad includere anche lui, e il suo mondo si tinge di vari colori. Dunque, diventa un membro della famiglia/branco. I Bennett affermano che Oxnard non è un semplice umano, bensì è speciale, ed è grazie a lui se Joe, dopo un episodio terribile che gli ha lasciato lacerazioni nell’anima e lo ha spinto a rintanarsi in un preoccupante mutismo, ha ricominciato a parlare. I due sono destinati a diventare compagni.
Seguono una miriade di avvenimenti che scombussolano la vita del branco tra gravi pericoli, battaglie sanguinose, allontanamenti, dolorose perdite e nuovi componenti. Nel rapporto tra Joe e Oxnard si crea una patina di tensione, distacco e litigi dopo una lunga separazione, e i due cercano di ricostruirlo pezzo per pezzo. Entrambi sono i nuovi Alpha, Joe è diventato un uomo e Oxnard non può più ignorare il richiamo che li unisce.
Oxnard è molto fedele al suo nuovo ruolo, e nel momento in cui riceve una minaccia scioccante da parte dell’acerrimo nemico dei Bennett, sfoggia tutto il suo coraggio, la sua forza e la sua determinazione per proteggere il branco, inconsapevole del grande rischio a cui va incontro.
Ciò che ho amato maggiormente di questo libro sono stati tre aspetti, ovvero la presenza dei lupi, la parte fantasy e la componente gay. La storia è appassionante e travolgente, colma di personaggi singolari e situazioni variopinte che sprigionano una scia di emozioni tra serenità, amore, paura, rabbia e malinconia. Nonostante abbia letto il libro in lingua originale, e di conseguenza abbia trovato parole che non conoscevo, ritengo che la scrittura sia abbastanza semplice e scorrevole. Oltre a ciò, in alcuni tratti l’autore utilizza un linguaggio poetico, ricco di immagini che fanno sognare.
Ho apprezzato particolarmente le ambientazioni nella natura selvaggia, che Klune ha raffigurato in maniera suggestiva, dandomi la sensazione di trovarmi in un bosco incantato e intriso di magia, attraversato da un canto dolce e rilassante.
Tra i personaggi, mi sono piaciuti molto Oxnard e Joe, entrambi distinti da una profonda sensibilità. In aggiunta a ciò, ho gradito la genesi della loro relazione, la forte connessione che si percepisce tra i due; sono avvolti da un’intensa spirale di complicità e affetto, e si potrebbero paragonare a due fiori della stessa pianta. Le scene di sesso tra di loro sono descritte in maniera equilibrata, sono esplicite senza essere troppo crude.


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