Libri sulla Wicca
Buonasera a tutti! Oggi vi propongo questi cinque libri per parlare di un argomento di cui mi sono appassionato anni fa, ovvero la Wicca, chiamata anche stregoneria moderna, una religione neopagana fondata sull’amore e sulla felicità, in cui si attribuisce una notevole importanza al rapporto con la natura e all’armonia con i quattro elementi, aria, fuoco, acqua e terra, ognuno collegato a un colore, a un punto cardinale, a una stagione, a una fase della vita, a un oggetto. A proposito della vicinanza con la natura, sappiamo che al giorno d’oggi gran parte degli esseri umani lo ha perso, ma non i wiccan, i quali conservano ancora un forte legame con Madre Natura. Non è un caso che nella Wicca si faccia un grande utilizzo delle pietre, dei cristalli e delle erbe, dal momento che sono considerati doni della Terra, e quindi contengono il potere.
Questa religione è del tutto priva degli aspetti tetri e degli inni lugubri tipici del cristianesimo, bensì è caratterizzata da una musica gioiosa e vivace.
Il termine “Wicca” deriva dalla contrazione della parola inglese “Witchcraft”, cioè stregoneria o arte delle streghe, che proviene dall’antico sassone “Wicce”, che significa “donna saggia”; il prefisso “Wi” è connesso alla radice del sostantivo “Wisdom”, che vuol dire “saggezza”. Dunque, il vocabolo Wicca racchiude diverse accezioni, tra cui “saggio/a”, “anziano/a” e “colui/colei che conosce”.
Nella Wicca sono presenti molteplici aspetti di antiche religioni pagane, come quella celtica e quella nordica. Per citarne alcuni, ci sono le rune, un sistema di scrittura introdotto dai popoli germanici, in cui dietro ogni lettera si cela una precisa simbologia, e le festività tipiche della religione celtica, tra cui gli Esbat e i Sabbat; i primi sono celebrazioni della luna (ad esempio Luna del Lupo, Luna del Ghiaccio e Luna del Seme, che cadono rispettivamente a gennaio, febbraio e marzo), mentre i secondi sono dedicati al ciclo solare (Samhain, Yule, Imbolc, Ostara, Beltane, Litha, Lammas e Mabon).
A contribuire alla nascita e alla creazione di questa religione fu il dottor Gerald Brousseau Gardner (1884-1964), uno studioso di antropologia, archeologo, scrittore, saggista e ricercatore che intraprese diversi viaggi ed entrò in contatto con multiple realtà culturali. Tra il 1951 e il 1954 scrisse Witchcraft today, dove espose le basi e le origini del culto. Da Gardner nacque la cosiddetta Wicca Gardneriana, ma esistono anche altre tradizioni, tra cui la Alexandrina (dall’esoterista Orrell Alexander Carter), la Dianica, la Celtica e l’Eclettica.
Dal momento che la Wicca è una religione della natura, prevede che ci sia un equilibrio, che siano presenti sia l’aspetto maschile che femminile. Di conseguenza, vengono venerati un Dio e una Dea, associati rispettivamente al sole e alla luna, entrambi contraddistinti da una triplice natura (Vergine, Madre e Anziana per la Dea; Giovane Signore, Padre e Anziano per il Dio), e indicati da un simbolo specifico. Queste due divinità possono avere diversi nomi, a seconda della tradizione.
Il simbolo della Wicca più famoso è il pentacolo, la stella a cinque punte racchiusa in un cerchio; gli angoli sono associati ai quattro elementi e alla quinta essenza (Akasha), mentre il cerchio raffigura il Dio o la Dea. Un pentacolo, fatto di argilla, legno o altri materiali, viene posto sull’altare durante i rituali, e ha la funzione di radicare le energie che invitiamo e dirigiamo. Oltre al pentacolo, lo svolgimento dei riti prevede l’impiego di ulteriori fondamentali strumenti, tra cui il coltello cerimoniale (athame), le candele, l’incenso, la coppa, il calderone, la scopa e la bacchetta.
C’è da sottolineare che, come in altre religioni in cui la ricerca spirituale, la meditazione e l’uso della magia hanno una certa rilevanza, lo scopo della Wicca è quello di raggiungere un livello maggiore di consapevolezza e coscienza, attraverso pratiche psichiche, meditative e divinatorie.
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