Recensione di "Prendete e mangiatene tutti" di Valeria Biuso
Genere: Body horror
Anno di pubblicazione: 2026
Editore: D Editore, collana Intermundia
Luca è un uomo di trent’anni che lavora come fotomodello, trascorre la sua vita tra cocaina e scambi di favori sessuali. Un giorno sulla faccia compare un brufolo, e tale imperfezione si trasforma in un’ossessione maniacale. Da quel momento il giovane sprofonda in una voragine oscura tra autolesionismo, deliri, esaltazioni e inseguimento della perfezione, fino a quando crea una sorta di congrega virtuale di gente plagiata che lo considera un dio da venerare. Perde i contatti con la realtà ed entra in un tunnel di autodistruzione che sembra non avere una via di uscita. Quanto può essere labile la mente umana?
Immergermi in questo romanzo è stato come addentrarmi in un mondo del tutto sconosciuto, un mondo che impressiona, spaventa e mostra i limiti estremi a cui certe persone sono disposte a spingersi, senza riflettere sulle possibili conseguenze.
La storia ci mette di fronte alla distruzione a cui vanno incontro tutti coloro che si lasciano travolgere dalla dipendenza e non hanno qualcuno che li aiuti. Tengo a precisare che non è un libro per tutti, dal momento che contiene scene grezze che potrebbero offendere o sconvolgere le persone particolarmente sensibili. Ammetto che, essendo un tipo sensibile, mi è risultato un po' difficile leggere alcuni passaggi, specialmente quelli dove predominano splatter e violenza estrema.
Durante la lettura ho percepito vari aspetti di tre film che mi sono rimasti impressi, ovvero Trainspotting, Il pasto nudo e The substance.
Faccio i complimenti all’autrice, poiché non credo che sia tanto semplice scrivere un libro di questa tipologia, raffigurando la spirale della tossicodipendenza in tutta la sua autenticità, senza preoccuparsi di usare uno stile più raffinato. Suppongo il suo scopo fosse quello di trasmettere un messaggio ben preciso su quanto le sostanze d’abuso siano una vera e propria trappola.
Commenti
Posta un commento