Recensione di "L'estate dei bravi ragazzi" di Camilla Graciotti


Buonasera a tutti! Oggi vi presento una toccante storia d’amore e d’amicizia, di stampo giovanilista, in cui l’autrice ha dimostrato una certa abilità nell’utilizzo di una narrazione dal punto di vista delle persone emarginate e meno abbienti, e nella raffigurazione di una realtà dominata dal degrado, dalla frustrazione, dagli ostacoli, dal tormento e dalla malinconia, dove comunque riesce a brillare una scintilla di serenità. Sto parlando di L’estate dei bravi ragazzi di Camilla Graciotti.

Genere: drammatico/storia d’amicizia

Anno di pubblicazione: 2023

Editore: Sperling & Kupfer


I protagonisti di questo romanzo sono Emanuele e Valerio, due ragazzi di diciotto anni, uniti da una preziosa amicizia risalente all’infanzia, che vivono in una zona periferica di Roma, ovvero Ostia. Entrambi appartengono a famiglie disagiate, dove i fattori che risaltano maggiormente sono la violenza, l’ignoranza, il crimine, le difficoltà economiche e il futuro incerto: Emanuele ha un padre dispotico che lo disprezza e una madre indifferente che non gli dà amore, mentre Valerio è orfano di un padre crudele, ha una madre premurosa, una sorella minore vivace e solare, e un fratello maggiore chiuso in carcere, con il quale intende tagliare i ponti. 

Il legame tra i due giovani è profondo e indistruttibile, sono come due pezzi di un puzzle, o come un fungo e la radice di un albero, e ciò che rende singolare la loro amicizia è la predominanza dei gesti, del linguaggio del corpo, delle espressioni e del sostegno reciproco, mentre le parole passano in secondo piano. Oltre a Emanuele e Valerio, ci sono Alessio e Robertino; i quattro formano una combriccola affiatata, pervasa da un’aura di intensa complicità. Insieme escono, si divertono, si confidano, discutono, affrontano eventi dolorosi e conoscono persone nuove.

Valerio raffigura per Emanuele un angelo salvatore, una mano amica che non esita ad aiutarlo quando si trova sull’orlo di un precipizio, sul punto di cadere. Lui e la sua famiglia lo accolgono nella loro casa, dandogli l’affetto e la sicurezza di cui ha bisogno, ma soprattutto gli fanno capire che non deve avere più paura. Le cose si complicano quando Emanuele sospetta che Valerio, tra soldi di dubbia provenienza e vari lividi, nasconda dei segreti e, volenteroso di aiutarlo, cerca di parlarci ma invano.

A un certo punto, Emanuele si trova di fronte un bivio: inizia a frequentare una ragazza dei quartieri alti, Giada (nonostante le differenze, tra i due regna una perfetta armonia), al contempo, però, prova per Valerio un sentimento che va oltre la semplice amicizia. 

A causa dei segreti di Valerio, e dei demoni che perseguitano i due amici, il loro rapporto si incrina. Quali cambiamenti il futuro riserva per loro? Chi sarà il partner destinato a Emanuele? Valerio svelerà mai i suoi segreti? La loro amicizia tornerà quella di prima, si scioglierà oppure diventerà qualcosa di più?

Questo libro è indiscutibilmente splendido! Una storia lacrimevole e avvincente, scritta in maniera scorrevole, in cui si percepiscono vivamente l’affinità e la cooperazione che uniscono il gruppo di amici (specialmente i due protagonisti), e le loro emozioni, tra cui sofferenza, gioia, frustrazione e collera. 

L’autrice ha evidenziato bene i contrasti tra le classi più benestanti e quelle più disagiate, e ho apprezzato la sua scelta di conferire ai ragazzi di periferia e alle loro famiglie un linguaggio distinto da una variante substandard dell’italiano, il cosiddetto romanaccio, come una sorta di maschio distintivo. Inoltre, mi è piaciuto il fatto che la storia di Emanuele e Valerio si incrocia con quella di due giovani carabinieri, Matteo e Gianluca, anch’essi cari amici e confidenti, ognuno con i suoi problemi.

Il personaggio che ho amato di più è Valerio, un ragazzo con la passione per l’arte, un ragazzo che, per citare Muriel Barbery, ha l'eleganza del riccio: all’esterno esibisce una corazza di acciaio e l’aspetto di un tipo tosto e irascibile, ma all’interno è fragile, sensibile e ha il cuore tenero.


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